Recupero del Pavimento Pelvico



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Ancora oggi assai poco conosciuta – eppure fondamentale per la sa- lute e il benessere di ogni donna – è la regione muscolare comune- mente definita come pavimento pelvico. Un’area romboidale che si estende dalla sinfisi pubica al coccige, chiudendo in basso la cavità addomino-pelvica, circondando e sostenendo l’uretra, la vescica e la vagina fino all’apparato ano-rettale. Lateralmente i suoi confini sono sostanzialmente individuabili a livello delle tuberosità ischiatiche.

La tutela del pavimento pelvico passa anche e soprattutto dalla capacità di ogni donna di riconoscerlo e attivarlo in modo automatico durante lo svolgimento delle azioni quotidiane. Uno starnuto, un colpo di tosse, il sollevamento della borsa della spesa, la presa in braccio del nipotino e persino l’esecuzione degli addominali in palestra, sono tutti gesti che  aumentando la pressione interna – sollecitano questa parte del corpo e ne richiedono la giusta preparazione e controllo.

Una ridotta consapevolezza e percezione del proprio perineo, si traduce spesso, anche in ragazze giovani, in una ridotta capacità di provare piacere durante il rapporto sessuale. Situazione che naturalmente si aggrava con il passare degli anni e con il subentrare della menopausa e delle sue connesse trasformazioni fisiche, ormonali e psicologiche. Una scarsa dimestichezza con il proprio pavimento pelvico significa infatti progressiva e inevitabile perdita di tonicità, sensibilità e controllo dello stesso

Non meraviglia allora che molte donne riscoprano questa parte del proprio corpo solo in momenti “critici” della propria vita. Magari al momento del parto, quando un perineo non adeguatamente preparato viene sottoposto a episiotomia o subisce fastidiose lacerazioni. Oppure nel post-parto, quando molte neo-mamme si trovano a fare i conti con noiosi problemi di incontinenza. E ancora con la terza età quando le stesse signore sperimentano per la prima volta su di sé il significato della parola prolasso

Purtroppo, ancora oggi, capita spesso di imbattersi in signore che pochi giorni dopo il parto si gettano a capofitto in intensi allenamenti in palestra per recuperare la forma fisica di 9 mesi prima e ricostruire il proprio addome piatto e scolpito senza aver prima recuperato la funzionalità del pavimento pelvico, creando in questo modo anche un peggioramento dell’estetica dell’addome.

I cambiamenti del pavimento pelvico dovuti a stitichezza cronica e sforzo durante la defecazione possono portare a un incontinenza anorettale, con un perineo stirato verso l’esterno e una denervazione dello sfintere. Anche la tosse cronica provoca uno stiramento dei muscoli del pavimento pelvico.

Di questi problemi si parla poco e mal volentieri, poiché sono ritenuti imbarazzanti, e di conseguenza sono poco trattati. I sintomi posso- no limitare la funzionalità quotidiana della donna. Le disfunzioni del pavimento pelvico sono spesso evitabili; si dovrebbe insistere sul- la prevenzione attraverso l’educazione e l’esercizio e il trattamento osteopatico, prima che i problemi insorgano.

Il dolore pelvico cronico è il secondo disturbo più comune della pratica ginecologica. E’conivolta la disfunzione posturale e muscolo scheletrica e può portare alla sindrome del muscolo ele- vatore dell’ano attraverso il mantenimento di un pattern scorretto e inefficace di sostegno dei muscoli che contribuisce alla persistenza del dolore. La disfunzione somatica del bacino, se non trattata, può causare ipertonia, come risultato della limitazione della motilità delle articolazione pelviche e delle relative strutture. Le sindromi da do- lore miofasciale creano dolore, sensibilità e fenomeni autonomi da punti trigger miofasciali.
Il trattamento manipolativo osteopatico, unitamente all’educa- zione posturale e a un programma di esercizi per il pavimento pelvi- co attraverso il metodo Pilates, dovrebbero essere un rimedio per la disfunzione da ipertonia che non è causata da altre condizioni pel- viche patologiche più gravi. La valutazione e il trattamento di alcune delle disfunzioni del pavimento pelvico richiedono una conoscenza pratica dell’anatomia del bacino, della fisiologia e della biomeccani- ca. L’osteopata ha pertanto l’opportunità attraverso l’esperta valuta- zione palpatoria dell’intera struttura della paziente, sia di diagnosti- care, sia di prevenire le disfunzioni influenzate dal sistema muscolo scheletrico.

Nelle lezioni di Pilates il primo approccio sarà sensitivo e cogniti- vo. Sarà effettuato attraverso esercizi di mobilizzazione del bacino, delle anche ed esercizi specifici di contrazione perineali. Useremo varie posture (decubito laterale, supino con arti inferiori flessi, qua- drupedia) e specifici esercizi per ottenere una buona elasticità del piano. Una volta ben certi della padronanza del movimento si farà precedere l’attivazione perineale a quella addominale, preferendo all’inizio esercizi isometrici, non dimenticando che ogni postura scorretta comporta una ripercussione pressoria perineale e quindi un sovraccarico dello stesso. Iperlordosi, ipercifosi, rigitità debbono essere affrontate e risolte, attraverso la collaborazione continua tra le figure dell’osteopata e l’insegnante di Pilates, con l’obbiettivo di ristabilire il corretto baricentro.

D.O. Alan Fioravanti m.R.O.I.
Prof.Ssa FedericaBroglia
Prof.Ssa AliceFerrari